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Britney Spears FLOP con Glory, ma perché? Ecco le possibili cause

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“La Principessa del Pop”: è questo l’appellativo più importante che Britney, nel corso della sua carriera che ormai dura da più di quindici anni, è riuscita a guadagnarsi. Fin dal suo arrivo nella musica con “…Baby One More Time”, Britney ha avuto un impatto mediatico che ha sbaragliato la concorrenza per anni, vendendo dischi come se fossero noccioline, creando uno dei fan base più grandi di sempre, sconvolgendo la musica con i suoi video e le sue esibizioni, ancora oggi fonti di ispirazione. Ma negli ultimi tempi le cose sono cambiate. Britney negli ultimi anni ha avuto un tracollo veloce e inarrestabile la cui ultima prova è il debutto mondiale di “Glory”: l’album ha infatti venduto solo 147.000 copie in tutto il mondo nella sua prima settimana. 

Briciole, soprattutto se parliamo di Britney Spears. Basti pensare che una Demi Lovato ha venduto più copie di lei con il suo ultimo disco, o che una star R&B (e non pop) come Chris Brown ha sorpassato il suo debutto mondiale con le sole vendite USA (senza promozione). Eppure “Glory” è stato un album apprezzato da tutti, in primis dal fanbase, e anche dalla critica. Un flop come pochi altri cantanti del suo calibro sono riusciti a fare (e come tutti in generale negli ultimi mesi, scopri QUI una lista di chi a sorpresa ha fatto meglio)… ma perché? Che cos’è che non ha funzionato questa volta? Ecco alcuni dei motivi che, secondo noi, non hanno permesso a “Glory” una performance commerciale migliore:

  • La prima ragione che viene in mente è sicuramente la scelta del lead single, ovvero “Make Me…” in collaborazione con G-Eazy. Un lead single ha l’importante compito di presentare in anteprima il sound del disco, deve far interessare l’ascoltatore medio, deve creare hype, oltre al fatto che deve anche riuscire a riportare in alto il nome del cantante nelle classifiche. E “Make Me…” non ha fatto nulla di tutto ciò. Una canzone che può piacere o meno, ma che non è affatto in grado di attirare l’attenzione e sicuramente era inadatta a presentare un disco come “Glory”, tant’è che quasi qualsiasi traccia al suo interno sarebbe stata sicuramente una scelta migliore. Una scelta devastata ancora di più dal video: banale, noioso, che anziché far aumentare l’interesse nella canzone lo fa diminuire. Le controversie poi dovute alla pubblicazione di certo non hanno aiutato.
  • “Glory”, è vero, è un album qualitativamente buono. Tuttavia, non ha quell’incisività e quella grinta dei vecchi album di Britney, non è innovativo, è solo un tentativo di stare al passo con i tempi. La Britney che ne traspare è una versione di se stessa piuttosto sbiadita (un po’ come la copertina, da molti giudicata inguardabile).
  • Una piccola parte di questo flop è stata sicuramente causata anche dal leak dell’album, avvenuto circa una settimana prima della release ufficiale. Avere l’album a disposizione ancor prima dell’uscita ha sicuramente influito negativamente, anche se c’è chi ha avuto leak ben peggiori ma che hanno dato comunque buoni risultati commerciali. Teniamo comunque presente che in genere il leaking dell’album avviene quasi per tutti, pochi giorni prima della release.
  • anche le tempistiche non hanno sicuramente aiutato. Lanciare un album in piena estate non è la mossa migliore, dato che generalmente in questo periodo le vendite sono sempre molto basse. Che fosse una strategia per avere meno concorrenza?
  • Ancora, questo insuccesso è sicuramente da attribuire alla promozione che, pur essendoci stata, è stata sbagliata. Sperare che la performance di una sola canzone ai VMA o che mandare in onda al Today Show due performance a caso avrebbe potuto risollevare le sorti dell’album è stato sbagliato. Bisognava agire anche prima del rilascio ufficiale, in modo che il pubblico fosse già preparato al disco, magari sponsorizzando meglio i singoli promozionali e non rilasciandoli semplicemente su iTunes. Proprio questi, tra l’altro, sono stati scelti malissimo, dato che non rappresentano affatto il sound generale del disco. Tra l’altro, il modo in cui venivano presentate le performance (soprattutto quella ai VMA) faceva sperare in qualcosa di epico e iconico, ma quando poi ci siamo trovati davanti alla realtà siamo rimasti tutti spiazzati. Dichiarazioni forti che poi hanno deluso, facendo perdere tanto interesse.
  • Il capitolo “Britney Jean” ha poi sicuramente influito negativamente sull’immagine di Britney. Un disco purtroppo qualitativamente non brillante si può dire che abbia un po’ affossato il suo personaggio, anche a causa della poca promozione di quell’era. In molti, sia fan occasionali che quelli più fedeli, hanno smesso di seguire e supportare Britney proprio dal rilascio di quel disco.
  • Si è cercato poi di tamponare rilasciando Pretty Girls” con Iggy Azalea, che era un po’ la rapper del momento, ma non ha funzionato. Tutta questa confusione e indecisione non ha fatto altro che far perdere strada a Britney.
  • Consideriamo poi che nello stesso periodo del rilascio di “Britney Jean” Britney ha iniziato la sua Residency a Las Vegas, allora siamo a cavallo. Lei è bloccata lì da 3 anni ormai e nel resto del mondo nessuno ha più notizie delle sue esibizioni. Per un personaggio che ha fatto delle esibizioni il suo punto di forza, rimanere inchiodata a Las Vegas per anni e anni ha significato perdere molto appeal tra il pubblico generale.
  • Un altro aspetto importante è l’immagine di Britney, la stessa ormai da 12 anni. Britney incarna la classica “Femme Fatale”, donna bellissima e inarrivabile, provocatrice, sensuale. Ma adesso basta. Non si può basare un’intera carriera sulla propria sessualità e sensualità, neanche se sei Britney Spears. C’è chi ha fatto della re invenzione il proprio punto di forza, Britney invece ha scelto di non seguire questa strada e ovviamente i risultati si vedono: da “Circus” in poi, piano piano, ogni album ha avuto sempre meno impatto, soprattutto con le vendite, fino ad arrivare a “Glory” e le sue 147.000 copie nella sua prima settimana.
  • L’ultimo aspetto è poi una delle cose che potrebbero sembrare banali ma che invece si rivelano molto incisive, ovvero il live. Britney è nell’industria musicale da 17 anni e l’ultima esibizione live non si sa a quando risale. Playback, sempre e solo playback, ovunque. Una “Make Me…”, dato il sound lento, avrebbe anche potuto fare a meno di una coreografia ed essere eseguita semplicemente al microfono… ma no. Perché Britney, come detto prima, deve sempre essere la bambolina sexy di turno, anche quando il contesto non lo richiede. Come si può pretendere che il pubblico ti prenda sul serio come cantante se, in fin dei conti, non lo sei? Perché la gente dovrebbe spendere il proprio denaro per chi non sembra tenere al suo mestiere? “Glory” potrebbe essere il più bel disco del mondo, ma se appartiene ad una cantante così svogliata, è difficile che possa raggiungere nuovo pubblico. Se tutto ciò era tollerabile prima, quando Britney era un mostro sul palco, beh ora non è più così.

Un tracollo dunque che non si è avuto da un momento all’altro, ma che ha delle valide ragioni alle spalle. Un decadimento iniziato e mai fermato, e nessuno ci ha mai nemmeno provato.

E i numeri purtroppo parlano chiaro: Britney non ha più alcun impatto sul pubblico generale.

Per voi da cosa dipende tutto ciò?

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