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Che fine hanno fatto….gli Aqua?

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Oggi ripercorriamo la carriera di uno dei gruppi più bizzarri ed eccentrici del panorama musicale, padri di uno dei veri tormentoni degli anni ’90: gli Aqua. Gli Aqua sono stati un vero e proprio fenomeno discografico ma, anche per loro, il periodo di gloria ha avuto vita breve.

Nel 1989 due musicisti danesi, Søren Rasted e Claus Norreen formano il gruppo Joyspeed, al quale poco più tardi si uniscono il connazionale René Dif e la norvegese Lene Nystrøm. Insieme, sempre con lo pseudonimo Joyspeed, entrano a far parte di un’etichetta discografica indipendente, con la quale pubblicano il loro primo singolo “Itsy Bitsy Spider” (in poche parole una filastrocca remixata), che fa una breve comparsa nella chart svedese.

Appurato che arrivare al successo forse non era poi così impossibile, i quattro decidono di lasciare la piccola etichetta, trasformare completamente la loro immagine. Nel 1995 i Joyspeed cambiano nome in “Aqua” e firmano un contratto con la Universal; la formazione rimane invariata ma cambia completamente lo stile musicale, con gli Aqua che diventano i padrini indiscussi della bubblegum dance e dell’eurodance.

Il debutto come Aqua avviene in terra scandinava nel ’96 con il singolo “Roses Are Red” (l’anno seguente ripubblicata in tutta Europa), un enorme successo commerciale che convince la Universal a promuovere il gruppo oltre i confini di casa.

Quello che sembrava un azzardo diventa in realtà un colpo da maestro: nel marzo del 1997 esce il loro primo album “Aquarium”, trainato dal singolo internazionale “Barbie Girl”, un tormentone inimmaginabile che resta in vetta alle classifiche europee per più di un anno e resta ancora oggi nella memoria collettiva per un ritornello fra i più efficaci e sexy di sempre!. 

“Barbie Girl”, come si può intuire dal titolo, parla della famosa bambola Mattel e deve parte del grande successo ad un video ironico ed esilarante che spopola fin da subito su MTV, canale che in quegli anni dava grande visibilità agli artisti; la clip vede i cantanti Lene e René nei panni di Barbie e Ken impegnati a vivere nel loro mondo perfetto, una parodia giudicata diffamatoria dalla Mattel in quanto rappresenterebbe la bambola come “oggetto sessuale”; la ditta arriva a querelare la Universal, perdendo però la causa.

Il singolo è un fenomeno virale che vende più di 8 milioni di copie, non senza attirare il sarcasmo e l’antipatia di molti giornali e media, che non risparmiano le critiche di ogni tipo e la inseriscono tra le peggiori canzoni dell’anno (VH1 la mette alla 32^ posizione della chart “Most Awesomely Bad Songs… Ever”).

Poco importa agli Aqua che ormai sono sulla cresta dell’onda trainati dalla loro hit; “Aquarium” va molto bene e continuano la promozione estraendo numerosi singoli, tutti accompagnati da video estremamente curati e catchy, tutti all’insegna dell’ironia: “Lollipop (Candyman)” è ambientato in un’improbabile navicella spaziale; “Doctor Jones” si ispira chiaramente alla saga di Indiana Jones; “My Oh My” rappresenta un gruppo di pirati maldestri che rapisce una principessa e va in cerca dell’isola del tesoro.

Oltre i singoli sopracitati, tutti di buon successo, gli Aqua si sono mostrati in una versione del tutto inedita per la colonna sonora del film “Sliding Doors”; la canzone si intitola “Turn Back Time” ed è una ballad che, per la prima volta, permette di ascoltare la voce della cantante Lene senza troppe alterazioni…in effetti non sembrano proprio loro!

L’era di “Aquarium” termina con un bottino di 23 milioni di copie e la band parte per un tour mondiale dopo di che i quattro tornano in studio per la registrazione del secondo progetto discografico.

Il loro atteso ritorno avviene nel 2000 con il singolo “Cartoon Heroes”, apripista dell’album “Aquarius”. Il brano riscuote maggior successo in Scandinavia e in Italia, dove debutta direttamente in cima alle classifiche.

“Aquarius” va molto bene un po’ in tutta Europa, anche se replicare i numeri del precedente era pressoché impossibile. Il genere del lavoro è ancora prevalentemente bubblegum dance/pop, ma in questo caso nell’insieme risulta più maturo grazie alla contaminazione di vari stili quali country, latino, musica classica… Il secondo singolo è “Around The World”, con un video ispirato a Diabolik ed Eva Kent, ovviamente impersonificati dai due cantanti.

Seguono “Bubble Bees” e “We Belong To The Sea”, ma questi si rivelano i primi veri e propri flop della carriera degli Aqua e spingono il gruppo a terminare la promozione del progetto, pausa che porterà poi allo scioglimento della band nel luglio del 2001, mentre era in fase di lavorazione il terzo album.

I quattro componenti si dedicano alla carriera solista ma i risultati si rivelano alquanto poveri; Lene nel 2003 pubblica “Play With Me”, album promosso dal lead single “It’s Your Duty”, suonata principalmente nelle discoteche. Il lavoro si può considerare un flop bello e buono. Gli altri tre non hanno avuto maggiore fortuna, anzi. Lo scioglimento porta però ad un matrimonio, quello celebrato a Las Vegas tra la cantante e l’ex collega Søren Rasted.

Nel 2005 gli ex Aqua partecipano ad un documentario televisivo a loro dedicato ed è il primo passo verso la loro reunion del 2007, seguita da alcuni concerti in Danimarca. L’effettivo comeback arriva nel 2009 con il “Greatest Hits” ed il singolo inedito “Back To The ’80s”, che ha ricevuto buoni consensi in patria, così come gli altri due inediti, “My Mamma Said” e “Live Fast – Die Young”.

Viene pubblicata una ri-edizione natalizia dell’album con il brano “Spin Me A Christmas”, accompagnato da un video girato da Peder Pederson, regista dei loro video di maggior successo.

Nonostante i risultati non esaltanti della raccolta, i quattro hanno voluto ritentare la scalata alle classifiche e si sono dedicati alla lavorazione di un quarto progetto discografico (terzo di inediti) “Megalomania”, uscito nel 2011. “How R U Doin?”, lead single del disco, ha scalato la classifica danese, ma purtroppo lo stesso non è capitato ai successi singoli, dei flop belli e buoni.

Il disco ha venduto un buon numero di copie solo in Danimarca, mentre oltre il confine è passato praticamente inosservato. Questo però soltanto nel contesto europeo, perché c’è un contininente in cui “Megalomania” ha inaspettatemente avuto un ottimo riscontro commerciale: sto parlando dell’Oceania. La band ha ripagato questo affetto con un tour in Australia e Nuova Zelanda nel 2012.

Ad oggi tutto tace, non si hanno notizie degli Aqua e anche le loro pagine ufficiali non vengono aggiornate da un bel po’ (2014). Lene Nystrøm è, tra i quattro, quella più presente nei social, in particolare su instagram dove è molto attiva. Lei e Søren continuano ad amarsi ed avivere felici insieme e dalla loro unione sono nati due figli due figli, India e Billie, che molto spesso compaiono nelle foto della cantante. Lene in questi anni ha inoltre rivestito spesso il ruolo di giudice nella versione locale di The Voice.

Søren Rasted nel frattempo ha aperto una propria label, la “LabelLand” e continua nella sua carriera di produttore musicale; René fa qualche comparsata qua e là e ha partecipato ad alcune pubblicità mentre Claus Norreen si dedica alla produzione di remix e comunque continua a muoversi in ambito discografico.

Questa insomma la parabola discendente del gruppo danese di maggior successo di tutti i tempi, con vendite stimate di 33 milioni di copie tra album e singoli. Piacciano o no, gli Aqua sono rimasti nell’immaginario collettivo per il loro stile originale e bizzarro, non avranno lasciato alla musica capolavori ma comunque si sono fatti riconoscere e ricordare, nel bene o nel male.

Vedremo se questo periodo di calma piatta durerà ancora per molto o se prima o poi sorprenderanno tutti con un inaspettato ritorno…

Voi cosa ne pensate? Gradireste un ritorno degli Aqua o ne avete abbastanza del loro sound già dai tempi di “I’m a Barbie girl, in a Barbie World…”?

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