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Demi Lovato – Unbroken | Recensione Album

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Dopo aver recensito il mio album preferito in un precedente articolo, ora vorrei passare al disco che mi ha permesso di innamorarmi di colei che di lì a breve sarebbe diventata la mia seconda cantante preferita dopo Christina Aguilera.

Correva l’anno 2011 e, dopo un periodo trascorso in rehab a causa di problemi alimentari e per via di un disturbo bipolare, Demi Lovato ritornò più forte che mai, decisa ad ampliare i suoi orizzonti musicali ed a rafforzare il successo ottenuto fino a quel momento.

Per questo scopo, l’artista cessò di proporre solo ed esclusivamente musica pop-rock ed iniziò a lavorare anche con altri sound, spaziando dal puro pop a richiami dance e perfino R&B.

In questo disco, possiamo individuare due correnti:  ci sono canzoni in cui Demi mette in luce una fragilità che non ha mai smesso di far parte di lei, ma altre in cui a farla da padrone è una sicurezza a mio avviso assente nei precedenti dischi, nei quali la determinazione della Lovato era soltanto apparente.

Diamo dunque inizio ad un viaggio attraverso uno dei migliori progetti rilasciati dalle nuove leve del pop, un disco ben assortito che mette in luce tutte le qualità di questa ragazza, portandola finalmente a rivaleggiare anche con colleghe che fino a quel momento avevano ottenuto un successo obbiettivamente superiore al suo come Selena Gomez.demi_lovato__unbroken__disco__by_dianalovaticd3m1-d7nro9u

 

01: All Night Long (feat Missy Elliiot)

Partiamo subito con il botto grazie ad una delle canzoni più accattivanti di tutto “Unbroken”: la collorazione con l’assoluta regina dell’hip hop Missy Elliott. Prodotto da Timbaland, questo brano affaccia per la prima volta Demi nell’universo della grandi star della musica, portandola finalmente a collaborare con delle personalità affermate da anni nell’universo musicale.

Il sound è quello di un pop’n’b con marcati riferimenti all’urban tipico di Timbo, che dal canto suo con i suoi classici vocalizzi conferisce a questa base un sapore molto sexy ed incalzante. Il ritmo di questo pezzo è veramente irresistibile, davvero uno dei più ballabili della carriera di Demi: nessuno può restare fermo nell’ascoltarla.

Come se un ritmo così coinvolgente non bastasse, Demi nel testo si focalizza per la prima volta su un tema più hot invitando un ragazzo a trascorrere una notte con lei. Quest’argomento è trattato senza scadere mai in frasi esplicite, ma solo alludendo a quelle che sono le intenzioni della ragazza, che trattando questi temi vuole farci capire fin da subito di non essere più un burattino nelle mani della Disney.

Ottima anche l’esecuzione vocale: senza troppe pretese, Demi riesce comunque a mostrarci la sua estensione, ed il suo timbro si rivela perfetto anche in queste sonorità.

Dare il via alle danze proprio con questo brano è stata una scelta ottima: il ritmo frizzante di questa up tempo invoglia chiunque nell’approfondire l’ascolto del disco, nella speranza di trovare al suo interno altri esperimenti che allontanino la Lovato dal suo solito sound. Queste speranze non verranno deluse.

02: Who’s That Boy (feat Dev)

Se nel brano precedente Demi duettava con due icone, qui l’artista è invece affiancata da una vera e propria meteora della musica electropop: la one hit wonder di “In The Dark” Dev.

Le due cantanti hanno confezionato insieme “Who’s That Boy”, frizzante mid tempo che porta la Lovato a sperimentare un sound synthpop mescolato al bubblegum pop. Anche in questo caso parliamo di elementi assenti nella sua discografia precedente.

A livello testuale, il brano parla di un colpo di fulmine che coinvolge le due cantanti facendole innamorare perdutamente di un ragazzo senza che sappiano niente di lui. Il tutto è affrontato con uno stile molto leggero e teen che rende questo pezzo la classica canzone pop da non prendersi sul serio che riesce però a farsi ascoltare con piacere.

Per quanto riguarda la base, essa rispecchia completamente l’andazzo del testo: il sound è infatti adolescenziale, abbordabile ed orecchiabile, e tutto ciò crea un’atmosfera simpatica e coinvolgente che allieta l’ascoltatore trasmettendogli una copiosa dose di felicità.

Certamente, ascoltare dei versi rap di Dev dopo aver ascoltato quelli di Missy fa molto strano, ed anche a livello di sound e performance vocale “Who’s That Boy” risulta inevitabilmente inferiore ad “All Night Long”, ma come tutte le canzoni di questo tipo si lascia ascoltare con spensieratezza e tranquillità.

03: You Are My Only Shorty (feat Iyaz)

Dev non è certo l’unica one hit wonder coinvolta nel terzo album di Demi. La terza traccia del disco è infatti “You Are My Only Shorty”, duetto con l’hit maker di “Replay” Iyaz.

Vera esplosione di dinamismo energia, questa è sicuramente la canzone più estiva del progetto: stiamo parlando di un brano che trasmette ancora più allegria del precedente, forse anche grazie alla meravigliosa fusione tra le voci dei due interpreti.

A livello testuale, “You Are My Only Shorty” è una semplice canzone d’amore da teen star in cui i due innamorati mettono in luce la bellezza del loro rapporto, parlando dei momenti felici passati insieme e sperando che la situazione resti invariata per quanto più tempo possibile.

A livello di sound, il brano è una vera e propria bomba pop: ci troviamo davanti ad una delle up tempo più scatenate dell’intera carriera di Demi, una canzone ballabile che scatena nell’ascoltatore medio un’irrefrenabile voglia di raggiungere la spiaggia più vicina per passare una giornata all’insegna del divertimento.

Nonostante il tema ed il sound siano molto teen, qui la performance vocale di Demi è sicuramente molto più sicura, potente e convincente rispetto al brano precedente, sia per la maniera in cui l’interprete affronta l’intera canzone che per i momenti in cui fa sfoggio delle sue migliori abilità vocali.

04: Together (feat Jason Derulo)

Dopo 3 up tempo, Demi pone fine alla “zona duetti” del disco con la prima downtempo di “Unbroken”. Il brano in questione è “Together”, mid tempo di ottima fattura in cui l’artista accosta il suo strumento musicale a quello di Jason Derulo, superstar che proprio in quegli anni dava inizio alla sua carriera.

Duetto intenso ed emozionante, “Together” fonde le voci dei due cantanti in un connubio irresistibile, unendo i loro timbri in un’interpretazione sentita ed emotiva in cui i due riescono a recitare perfettamente il ruolo di innamorati.

Nonostante ciò, il testo non parla semplicemente di una banale storia d’amore: Demi e Jason spronano il pubblico nel ricercare in continuazione ciò che c’è di bello nel mondo, evidenziando come vivremmo tutti meglio in un’utopica situazione caratterizzata da buoni rapporti tra gli esseri umani, il tutto per un messaggio bellissimo velato da un “contorno” da perfetta canzone d’amore.

Per quanto riguarda il sound, in questo caso ci troviamo davanti ad una base puramente pop e prettamente strumentale, la quale riesce a fondersi con le performance vocale dei due interpreti in una miscela coinvolgente e rassicurante che genera una sorta di protezione immaginaria attorno all’ascoltatore.

Forse per alcuni di voi questo brano potrebbe risultare banale ed uguale a mille altre, ma dal mio punto di vista si tratta di un brano capace di rassicurare e calmare, di una di quelle canzoni che se ascoltate nel momento giusto hanno un potere guaritore e rigenerante.

05: Lightweight

Iniziano finalmente i brani a solo del disco, e con essi arriva uno dei momenti migliori dell’intero progetto: la prima vera ballad “Lightweight”.

Si tratta della prima traccia in cui Demi si circonda di un’aura solenne concedendosi ad un’interpretazione che di teen non ha assolutamente nulla, nonostante l’argomento della canzone sia affine a quello di svariati tormentoni amati dagli adolescenti.

Il brano è infatti una dedica d’amore che Demi rivolge ad un ipotetico uomo, ma non si tratta di una dedica esplicita o carnale: l’amore provato qui dalla Lovato è un sentimento platonico. Con dei versi ricchi di pathos, nati attraverso la trasformazione di emozioni in parole, l’artista riesce a trasportarci in una dimensione eterea, dove tutto ciò che importa è l’amore nella sua forma più elevata.

Questo avviene grazie ad un’interpretazione ottima sul piano tecnico ma nel contempo capace di infondere calore ed emotività, un’esecuzione che a tratti si fa perfino matura facendoci dimenticare per un attimo che nel momento in cui il brano veniva pubblicato Demi aveva soltanto 19 anni.

Molto d’impatto anche la base, la quale introduce fin da subito l’ascoltatore in una dimensione nuova rispetto alle tracce precedenti.

Da notare, inoltre, come nonostante si tratti una album track “Lightweight” presenti un ritornello potente e facilmente memorizzabile, caratteristica che la rende ancora più d’impatto.

06: Unbroken

Cambiamo completamente atmosfera per addentrarci in un altro esperimento effettuato da Demi in questo progetto: dopo il Pop’n’b, il synthpop ed il puro pop, Demi arriva a testare la sua artisticità anche con la dance pop.

Tutto ciò da vita alla title track “Unbroken”, canzone dal sound ballabile ed elettronico in cui la voce dell’artista è di tanto in tanto condita da un autotune che non altera tuttavia il timbro, facendo comunque risaltare la sua volontà di mantenere la sua voce naturale e di sfruttare tutta la sua estensione anche in un genere in cui questi elementi di solito non sono dominanti.

L’argomento è amoroso anche in questo caso, ma qui non possiamo parlare di amore platonico o comunque di versi che si differenziano da quelli di uno dei tanti brani teen: “Unbroken” è infatti la classica canzone da teen star in cui la voce di Demi è assolutamente sprecata. In altre parole, questo è un brano che avrebbe potuto cantare chiunque, nonostante sia stato co-scritto dalla stessa artista.

A livello di sound, il pezzo è senza alcun dubbio molto orecchiabile, ed a tratti si ascolta davvero con piacere, ma nel complesso “Unbroken” non riesce a reggere il livello con gli altri brani inclusi nel progetto a cui da il nome, il che è molto strano per una title track.

In caso non si sia ancora capito, specifico inoltre “Unbroken” è a mio avviso il momento più basso del disco, e ritengo che avrebbe potuto essere tranquillamente escluso dal progetto, nonostante il suo titolo sia comunque ottimo per rappresentare anche gli altri.

07: Fix a Heart

Dopo lo scivolone di “Unbroken”, Demi ritorna a mostrare il lato migliore di sé in un’altra ballad emozionante dalla quale viene fuori la vera anima della cantante.

Sto parlando di “Fix a Heart”, brano puramente pop in cui l’artista ga sfoggio di tutte le sue capacità interpretative passando da un registro più basso, caldo ed intimo a parti acute che ci permettono di assaporare le doti di questa ragazza,.

In questa traccia, Demi ci mostra davvero tutte le sue potenzialità dando vita ad un lavoro raffinato ed elegante che non potrà non stupirvi.

Il brano parla con disincanto di un amore ormai finito, una situazione triste ma che non può essere modificata: la fine del rapporto è infatti vista come la soluzione migliore vista la condizione in cui questo è naufragato. Demi non si ritiene in grado di prendersi cura del suo uomo, e per questo gli consiglia di distaccarsi da lei.

A livello di sound, la base di “Fix a Heart” è un lento duetto tra pianoforte e violini che avvolge l’ascoltatore in un abbraccio caldo e solenne, il che produce un brano intenzionato a parlare direttamente alle anime ed ai cuori di chi ascolta

Ben lontana dalla descrizione di una storia d’amore perfetta tipica dei brani di matrice disneyana, ci troviamo davanti ad una canzone matura e disillusa, un brano da cui trasuda tutta la tristezza di chi è determinato a perseguire il fine più giusto anche se non è quello che desidera davvero.

Quella raccontata in questa canzone è una storia universale, e per questo chiunque può immedesimarsi in queste note ed in questi versi, lasciandosi trasportare da suoni eterei che vi stupiranno per la loro forza espressiva.

08: Hold Up

Ritorniamo ora a ritmi più concitati per una delle up tempo migliori dell’intero progetto. Sto parlando di “Hold Up”, brano pop contaminato da influenze dance in cui l’artista si scatena con un’interpretazione energica e concitata, dando vita ad uno dei momenti di maggior dinamicità dell’intero disco.

A livello testuale, questo pezzo si incentra su un colpo di fulmine che colpisce Demi nel momento in cui si ritrova davanti ad un ragazzo. Da un lato l’artista sa che ciò potrebbe farle del male, ma da un altro è decisa a lasciarsi andare ad il suo istinto, il tutto per una situazione che si presenta tutti i giorni nelle vite di milioni di adolescenti in tutto il mondo.

In quanto a ritmo, “Hold Up” è sicuramente una canzone molto coinvolgente: il sound del brano spinge l’ascoltatore a provare emozioni fortemente positive ed a percepire una profonda gioia attorno a sé, quasi come se questa fosse una forza esterna che a poco a poco si impadronisce del proprio corpo.

Queste sensazioni di estrema felicità si scatenano grazie a dei synth movimentati ed incalzanti, i quali forse non spingono chiunque a ballare, ma hanno sicuramente il potere di far migliorare l’umore di chiunque ascolti.

Ottima anche la performance vocale: “Hold Up” è sicuramente una delle up tempo meglio cantate di “Unbroken”, e ce ne possiamo rendere conto soprattutto nella parte finale.

09: Mistake

Restiamo all’insegna di up tempo capaci di infondere gioia e felicità nell’ascoltatore grazie ad una canzone ancora più concitante della precedente: “Mistake”. Intima nelle strofe ed energica nei ritornelli, si tratta di un brano che si imprime facilmente nella memoria dell’ascoltatore e che a mio avviso avrebbe potuto essere singolo.

A livello testuale, “Mistake” è esattamente l’opposto del predecessore: qui si parla di un amore finito al quale tuttavia Demi non guarda con nostalgia ma con disincanto e distacco, accusando l’ex di aver compiuto il suo più grande errore nel lasciarla andare e definendosi decisa ad andare avanti per la propria strada.

A livello di sound, il pezzo parte subito con un piano fortemente energico e concitante che si fa tuttavia più dolce nelle strofe, il tutto per un effetto che personalmente mi ricorda “Tattoo” di Jordin Sparks.

Del resto, entrambi i brani affrontano lo stesso argomento nella stessa maniera, ossia con una positività priva di scrupoli che insegna al pubblico a non piangere sul latte versato e ad andare avanti, accettando i cambiamenti che la vita ci riserva.

In questo pezzo, la performance vocale rispecchia esattamente le emozioni che scaturiscano dalla base e dal testo: Demi da la giusta importanza ad ogni singola parola riuscendo a far arrivare forte e chiaro il suo messaggio, e dimostrando così di saper interpretare un testo nel migliore dei modi anche quando si ha a che fare con up tempo.

Per queste ragioni tale canzone riesce a dare un supporto morale immenso a chi si ritrova a dover lottare contro delusioni d’amore, confortando e facendo capire come spesso non siamo noi ad aver sbagliato.

10: Give Your Heart A Break

Continuiamo ad avere a che fare con sound positivi e capaci di rallegrare l’ascoltatore con il secondo singolo di quest’Era discografica “Give Your Heart A Break”.

Il brano è un’energica mid tempo che ammalia l’ascoltatore grazie ad un sound particolarmente attrattivo e potente, oserei dire addirittura infettivo. In altre parole, ci troviamo davanti ad un pezzo che non poteva non essere singolo.

A livello testuale, Demi resta ancora in campo amoroso, ma questa volta la sua visione dell’amore ritorna ad essere rosea come in alcuni brani precedenti: l’artista afferma di non aver mai amato prima di conoscere il suo attuale ragazzo, una persona che le ha insegnato ad amare e senza la quale non potrebbe più vivere.

Questo argomento è espresso con una base incalzante e facilmente memorizzabile, la quale conquista subito fin dalla prima nota e accompagna l’ascoltatore per tutta la durata della canzone arricchendosi di altri elementi ed altri strumenti che affascinano e colpiscono sempre di più.

In “Give Your Heart A Break” la voce di Demi risulta limpida e possente. Forse la sua potenza vocale poteva essere sfruttata meglio in alcuni punti, il connubio tra voce e base crea anche qui un impatto ottimo che permette al brano di concentrare le attenzioni su di sé e conquistare con facilità l’apprezzamento del pubblico.

Interessante anche la struttura circolare seguita dal brano: Demi apre e chiude la sua esecuzione con gli stessi versi, i quali fanno da concetto cardine della canzone concentrando appunto l’attenzione dell’ascoltatore su come quello narrato sia il vero primo amore della protagonista.

11: Skyscraper

Non sempre il primo singolo estratto da un album è la canzone migliore inclusa al suo interno, tuttavia nel caso di “Unbroken” Demi ed il suo team ci hanno davvero visto giusto riuscendo a lanciare più grande capolavoro del disco: la struggente e commuovente “Skyscraper”.

Nonostante la sua autrice principale sia Kerli, questa canzone è assolutamente una delle più intime e personali mai pubblicate da Demi: essa parla di un periodo buio che sembrava averla distrutta e privata di tutto ciò a cui teneva, ma dal quale è risalita ricostruendosi dalle sue macerie “come un grattacielo”.

Per rappresentare questo tema, la Lovato si è avvalsa di una base evocativa come poche, la quale fonde piano, archi e batterie in una miscela delicata che si fa sempre più energica ed avvolgente con il passare dei minuti.

Tutto ciò trasforma il brano nella power ballad perfetta, rendendola capace di appassionare ed emozionare l’ascoltatore ma anche di far percepire chiaramente il proprio messaggio.

Ma come per ogni canzone personale che si rispetti, anche in “Skyscraper” la parte più incisa della canzone è la performance vocale della sua interprete.

Demi da calore ad ogni singola parola passando da toni più intimi e delicati ad altri più prorompenti ed energici, il tutto per un’ineguagliabile combinazione di emozioni che travolge l’ascoltatore fin dal primo ascolto, commuovendolo e facendogli percepire tutte le sensazioni provate dall’artista nella registrazione del brano.

Oggettivamente una delle canzoni migliori mai rilasciate da una popstar Disneyana, “Skyscraper” è uno di quei pezzi che hanno il potere di sconvolgermi ed emozionarmi ogni volta come se fosse la prima. Non per nulla è proprio a partire da questo brano che mi sono innamorato dello stile di Demi…

12: In Real Life

Cambiamo completamente sonorità per un ritorno a ritmi più concitati con “In Real Life”.

Il genere, anche in questo caso, è il pop, ma ci troviamo tuttavia davanti ad una up tempo molto interessante e matura in cui Demi si misura con un’atmosfera più scanzonante. Le sonorità sono davvero accattivanti grazie ad una tastiera caratterizzata da un suono distorto e particolare

A livello testuale, il brano si incentra su una visione fredda ed oggettiva dell’amore, il quale viene visto come un qualcosa che non può durare per sempre. Tutte le relazioni vanno a finire nello stesso modo seconda visione distaccata di questa canzone, il tutto per un testo da cui traspaiono la rabbia e la delusione che vengono prodotte dalla fine di una storia d’amore.

Il ritmo è coinvolgente ed infettivo, diverso da quello delle altre up tempo di Demi e forse per questo ancora più d’impatto e facile da memorizzare.

“In Real Life” maschera perfettamente la freddezza del suo testo dietro ad un sound potente ma non invasivo che si arricchisce sempre di più con l’andare avanti del brano, in un continuo aumentare dell’appetibilità del pezzo che non vi lascerà certo indifferenti.

A livello interpretativo, la voce di Demi assume un tono deciso e convincente, il tono adatto per qualcuno che intende convincere il prossimo facendogli conoscere una teoria dura ma (dal suo punto di vista) veritiera.

Questo rende la sua esecuzione estremamente sicura, priva del più insignificante tentennamento, il che contribuisce a fortificare l’impatto del brano.

13: My Love Is Like a Star

Ritorniamo ora ad una ballad per un’altra tra le canzoni più mature di “Unbroken”. Il brano in questione è “My love Is Like a Star”, e ci troviamo davanti ad un pezzo pacato e raffinato, formato da decine di sfumature diverse ed interpretato divinamente dalla Lovato, la quale passa abilmente da un tono più basso e caldo nelle strofe ad uno più alto ed emotivo nel ritornello.

A livello testuale, il brano è una delle canzoni d’amore più belle ed intense di “Unbroken”: qui Demi crede in toto nell’eternità di una storia d’amore, affermando che se questo sentimento è vero nulla potrà scalfirlo, né un nemico esterno né tanto meno la distanza.

A livello di sound, “My Love Is Like a Star” è una ballad pop rock che risente notevolmente dell’influenza di James Morrison.

Nella composizione di questa canzone, l’interprete di “Broken Strings” ha fatto un lavoro a dir poco sublime generando un ritmo caloroso ed avvolgente che vede il suo punto di forza in chitarre elettriche, tamburi e pianoforte, i quali si fondono alla perfezione generando un’atmosfera magica e seducente.

Anche qui, tuttavia, la parte migliore è assolutamente la voce della Lovato: in questo frangente, la cantante ci fa vedere tutta la maturità e versatilità del suo strumento vocale, emozionando ed interpretando nella miglior maniera possibile ogni singola frase.

A questo si aggiungono dei vocalizzi e degli acuti mai esagerati e che conferiscono ancora più calore al pezzo, il quale è in assoluto il momento migliore dell’album dopo “Skyscraper”. E’ in brani come questo che emerge la vera stoffa di Demi Lovato, la quale è ben altro dalla ragazza futile che emerge da brani come “Neon Lights”.

14: For the Love of a Daughter

Per l’ultima traccia inedita contenuta nella versione internazionale del disco, Demi sceglie di ritornare indietro nel tempo ad esplorare il tremendo rapporto di odio/amore che si era sviluppato nei confronti di un padre violento e amante dei vizi, il quale ha rovinato la prima parte della sua vita. Da questa volontà è venuta fuori “For the Love of a Daughter”.

Con un testo ancora più intimo e personale di quello di “Skyscraper”, questo brano scava nel profondo dell’animo dell’artista, mostrando il suo risentimento e la sua rabbia ma anche il suo amore per un uomo che da un lato le ha dato la vita, da un altro gliel’ha distrutta.

L’interpretazione di Demi qui è più emotiva che mai: la cantante mette tutti i suoi sentimenti nei suoi versi, lasciando trasparire la sua profonda frustrazione e la sua incapacità di accettare come a distruggerla sia stato proprio colui che dovrebbe volerle più bene di tutti.

Queste sensazioni si trasformano di tanto in tanto in veri e propri gridi di rabbia, i quali coinvolgono l’ascoltatore e gli fanno percepire le sensazioni tipiche di una situazione di violenze e maltrattamenti, rendendo alla portata di tutti emozioni molto forti che purtroppo vengono sperimentate ogni giorno da migliaia di persone.

In tutto questo, “For the Love of a Daughter” presenta un unico difetto: un sound non abbastanza energico e forse non adatto ad un testo così arrabbiato ed emotivo, ma davanti a liriche del genere e ad una simile interpretazione, sinceramente non credo che questa parte della canzone abbia una grande importanza

15: Skyscraper (Wizz Dumb Remix)

A questo punto, l’album finisce con un remix di “Skyscraper”. Il brano sostanzialmente non presenta novità rispetto alla versione originale, dunque non mi dilungo nella descrizione.

In definitiva, “Unbroken” ci parla dell’amore da tutti i punti di vista, il tutto per una panoramica di tanto in tanto intervallata da qualche pezzo dedicato a delle esperienze personali di Demi.

A mio avviso, questo disco ha messo definitivamente in luce le vere potenzialità della Lovato, la quale è davvero in grado di dar vita a musica di alto livello ed ha tutte le carte in regola per creare un album-capolavoro che parli solo ed esclusivamente delle sue esperienze personali, anche se ciò non è ancora accaduto.

Dopo il non esaltante “Demi”, spero che la vera Demi Lovato venga fuori con il suo prossimo progetto. Personalmente sono molto fiducioso… l’atmosfera mi sembra quella giusta perché l’artista dia finalmente il meglio di sé, e secondo voi?

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