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Jessie J – Alive | Recensione CD

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Jessica Ellen Cornish in arte Jessie J, è una delle artiste femminili britanniche della nuova generazione che ha ottenuto maggiore successo in Gran Bretagna ed a livello internazionale insieme a Rita Ora ed Emeli Sandé. 25enne Londinese, nata sotto il segno del Ariete, ha un carattere esplosivo ed anticonformista, che ha già espresso nel suo primo album “Where You Are” del 2011. Da quel disco Jessie riuscì a conquistare la sua prima numero 1 “Price Tag” in compagnia di B.o.B., ma entrò nella top10 Britannica anche con “Domino” e “Do It Like A Dude”.

Fu un debutto ben recepito a livello commerciale, e si creò subito attenzione verso questa ragazza piena di talento, con una voce veramente notevole, ed una personalità molto spiccata. A distanza di soli due anni la cantante è pronta a proporci un secondo album, molto ricco, e pieno di canzoni Pop di buonissima fattura. Il progetto “Alive”, viene trainato da “Wild”, primo singolo in collaborazione con Dizzie Rascal e Big Sean, che mescola sonorità Garage UK, con sonorità Pop ed R&B. Il brano si ferma solo alla 5 della Uk Chart, ma ci da una nuova prospettiva d’immagine sulla cantante, che si presenta sul set del video completamente rasata, libera e coraggiosa…

Addentriamoci in questo secondo progetto di Jessie:

1) It’s My Party: Sul filone di “Price Tag”, il pezzo è stato scelto come secondo singolo del disco. Si tratta di una canzone Pop prodotta da Claude Kelly e Larderi, che mescola un po’ lo stile di Jessie, a delle schitarrate rockeggianti che ci fanno subito pensare alla grande Pink! La track è una vera e propria bomba di energia, un brano pop pulito che grida un messaggio d’indipendenza, di ribellione e gioia di essere ciò che si è. Molto più radiofonica rispetto a “Wild”, la track ha già raggiunto ottimi risultati in casa, e manca proprio un po’ di promozione “continentale” per riuscire a farla esplodere anche da noi. Forse un po’ nascoste le reali qualità vocali di Jessie in questo brano, ma certamente il sequel più adatto per dare visibilità al progetto.

2) Thunder: prodotta da StarGate insieme a Benny Blanco, “Thunder” è una track che fa l’occhiolino alla musica Pop degli anni ’80, e sentiremo che questo richiamo verso il Pop più genuino e spettacolare sarà presente anche in altri brani di questo CD. La track è una midtempo possente che t’abbraccia, ti coinvolge e ti cattura, e mette in evidenza la voce (a volte un po’ troppo squillante), di questa vocalist Pop, tra le migliori degli ultimi anni. Radiofonica e molto pop-friendly, “Thunder” ha le caratteristiche per diventare un buon singolo.

3) Square One: prodotta da T/M/S, la traccia appare come una delle più sperimentali del disco, lo si nota nella produzione non proprio convenzionale. Si tratta di una midtempo anche questa, che a tratti ricorda un po’ una power ballad per l’utilizzo della voce di Jessie. Una voce maschile a vocoder si intercala agli exploit vocali della ragazza, in un pezzo che lascia un po’ perplessi all’inizio, ma che cattura poi per un fascino malinconico, ed una costruzione fuori dal comune. Per noi un bel brano da album, ma difficilmente commerciabile come singolo.

4) Sexy Lady: torniamo all’energia, torniamo allo zampino di Claude Kelly, e la produzione di Ammo. Anche qua possiamo chiaramente sentire un po’ di Pink scorrere nelle vene di Jessie, che però lascia il segno con il suo stile distintivo. “Sexy Lady” è una vera e propria empowering song tutta al femminile, costruita come Pop-Rock track. Ci piace molto, ci piace l’energia messa in questo tipo di brani, ed anche qua ci troviamo davanti ad una potenziale hit. “È arrivato il tempo, guardati attorno baby, si fiera, sei una ragazza sexy”, la track perfetta per una ragazza che si prepara trucco e parrucco prima di uscire, o per la sciupata di turno che cerca una canzone che la faccia rinascere!

5) Harder We Fall: tante le produzioni di qualità riservate a Jessie, si è scomodato pure il blasonatissimo Dr.Luke, che ha creato per la ragazza “Harder We Fall”. Per noi una delle track più deboli del progetto, quasi infantile  e ripetitiva nella produzione, piuttosto banale e scontata. Una Jessie trasformata in qualcosa di diverso, ma in questa edizione non ci piace per niente. La chitarra acustica accompagna tutto il pezzo, che finisce con una sorta di coretto da stadio che stufa parecchio. Per noi è lo skip assoluto del disco…

6) Breathe: StarGate molto presenti in questo nuovo progetto di Jessie! Loro che hanno fatto la fortuna di molti artisti, tra cui Rihanna, Ne-Yo, e Beyoncé, ma snobbati un po’ durante il periodo pop un po’ più dance oriented degli ultimi anni. A riscoprire il loro piano, e le loro produzioni pulite ci ha pensato questa britannica, e “Breathe” risulta appunto essere un buon prodotto, una vera riscoperta di un pop meno sincopato e contaminato da bassi. Pensiamo poi che a scrivere il pezzo ci ha pensato niente meno che Sia, per una canzone d’amore struggente e coinvolgente, con un bel ritornello radiofonico “ou ou ohhhh”…! Promossa, e con tutto il potenziale da singolo.

7) I Miss Her:  mettici anche un po’ di Chuck Harmony in questo disco, per dare anche agli amanti delle belle voci e delle ballate la loro porzione. Parte con archi e piano questa power ballad pop strepitosa e t’arriva subito dalle prime note dritta al cuore. Sebbene in molti possono mettere in discussione il “timbro” di Jessie, che si ama o si odia, di certo in questo pezzo la cantante mostra qualità tecniche vocali veramente sopraffine, ed il risultato è veramente una slowjam struggente ed emozionante! Stupendo sentire ragazze con queste qualità vocali, in giorni dove spesso passano inosservate per ottenere il successo. Brano improbabile come singolo, ma un pezzo che certamente arricchisce il disco… affascinante.

8) Daydreamin’: parlavamo di richiami agli anni ’80 del Pop? Ed eccoci nella dimensione tutta cazzara e paninara di “Daydreamin””! Non servono bassi per farti muovere sulla seria, farti muovere il sederino e la testa… Mi piace la produzione di questo pezzo azzardato, dalla prima nota all’ultima. Ti sembra di essere tornato magicamente nel 1987, e ti sembra un po’ di riascoltare le produzioni riservate a leggende come Whitney Houston. Traspare malinconia per una musica estinta, ma anche tanta allegria e spensieratezza in questo pezzo. Promosso!

9) Excuse My Rude feat. Becky G: mancava fino ad ora una “Do It Like A Dude” del disco, ossia un brano con richiami alla musica HipHop, e lo troviamo in “Excuse My Rude”. Midtempo al 100% questo pezzo mescola i bassi cremosi della musica HipHop, con un ritornello Poppish. Il tutto in compagnia della giovanissima Becky G, ragazza di origini latine cresciuta in america, che sta cercando di farsi strada nella musica HipHop d’oltreoceano. Il brano colpisce per una produzione particolare e molto incisiva, e ci piace quando Jessie si butta sulla sfera urban, proprio come ha fatto anche per il primo singolo “Wild”.

10) Wild: primo singolo di Jessie J del secondo CD. “Wild” meritava molto di più a livello di classifiche secondo noi. Produzione originale, scatenata, anche qua sapientemente dosata tra UK Garage Style, HipHop ed un ritornello vocale molto Pop e che rimane in testa. Sarà forse stato il periodo sbagliato? Farcito già da Popstar più “potenti” che si stanno dando battaglia nelle charts? Di certo “Wild” è un pugno in faccia, nel senso più positivo, e con l’aiuto di Big Sean e Dizzie Rascal diventa veramente una perla. Ti slega, ti scatena, ti libera, proprio come liberata è apparsa Jessie nel video della track, con un micro vestitino e la testa rasata che vale come un bel vaffanculo ai suoi detrattori…

11) Gold: se in track precedenti abbiamo notato poco impegno per Jessie da parte di Dr.Luke, non possiamo dire lo stesso per “Gold”. Per molti si tratta del brano più bello del disco, ed in parte possiamo concordare. Certamente “Gold” è il brano più radiofonico, poderoso, e facilmente commerciabile del progetto. Possente a livello vocale, non può lasciare indifferenti, e sarebbe veramente un errore fatale non estrarlo come singolo. Per strategia di vendita l’avrei addirittura buttata fuori dopo “Wild”, perché oggettivamente superiore ad “It’s My Party”. Non tutto è perduto, speriamo che da questo ottimo disco vengano estratti ancora molti brani. “Gold” emoziona

12) Conquer The World feat. Brandy: duetto tutto femminile, ed abbraccio tra UK e USA! Ad accompagnare in questa ballad acustica Jessie J troviamo infatti una delle vocalist tecnicamente più dotate di sempre: Brandy! Io ho un debole per la voce ed il timbro di Brandy, e non fa eccezione la sua prestazione in questo pezzo. Parliamo spesso di emozioni, e quelle che ti da la voce di B-Rocka sono veramente molte. Un duetto inaspettato ed inconsueto, ma Jessie ha coronato un sogno, e se mezzo mondo vuole duettare con i soliti nomi del musicbiz, Jessie per come canta ha voluto a suo fianco la nominata “Vocal Bible” dai nostri colleghi di TGJ. Semplice produzione acustica e spazio alle voci in questa track. Promossa…

13) Alive: è stata prodotta da Darkchild l’ultima track di questo album di Jessie J. Si tratta di “Alive”, la title track. Anche qua ci troviamo davanti ad un vero inno di gioia e positività, Jessie J si sente viva ed energetica più che mai. Speriamo che questa grande positività accompagni tutto il progetto, certamente uno dei dischi Pop del 2013 da ricordare. Certo, il brano in se non è tra le “perle” del progetto, ma sorprende per la produzione in crescita ed un finale più movimentato ed esplosivo. Certo un buon modo per congedarsi dalle nostre orecchie…

Uscito ufficialmente il 23 settembre, una settimana fa, questo disco è veramente un pezzo da 90 di questo 2013. Come detto in diverse track troviamo quella vena malinconica, una malinconia verso un Pop meno stressato, un Pop più orientato verso il godimento uditivo e meno studiato a tavolino per riempire le piste da discoteca. Non per questo ci troviamo davanti ad un progetto “moscio”, anzi, l’equilibrio tra midtempo, ballate, ed uptempo c’è tutto, evitate però con accuratezza le truzzate di scuola Guetta, Will.I.Am e via dicendo.

Vocalmente abbiamo sentito molto già nel primo disco di Jessie, ed in questo nuovo capitolo conferma la sua bravura e le sue potenzialità tecniche. Come già detto in precedenza, il timbro è forse il suo pregio ed il suo svantaggio allo stesso tempo, infatti è una di quelle voci detestabili o amabili alla follia, non vi sono vie di mezzo! Vi piace una canzone di Jessie? Allora amerete la sua voce sempre…

Non ci troviamo davanti ad una bambolina che segue le mode, e questo è un dato di fatto. Alcuni brani hanno forti richiami al passato della musica Pop anni ’90 ed ’80, il disco è infarcito anche da sonorità più urban e rock, e se vocalmente si è ispirata a grandi del passato, in certi pezzi possiamo tranquillamente dire che vuole seguire un po’ il sound di successo della ancora attiva Pink. Non gliene si può fare una colpa, anzi, Pink ed il suo sound equilibrato tra Pop e Rock si è dimostrato con gli anni una vera chiave di successo.

Per noi avanti così va benone! Speriamo che riesca ad aumentare il suo fanbase, e che le scelte dei prossimi singoli siano azzeccate. Per gli Stati Uniti ci piacerebbe il duetto con Brandy per esempio, che aiuterebbe entrambe, mentre per l’Europa “Gold” è sicuramente la chiave di un successo per l’inverno.

Un disco soddisfacente, pieno e ricco, non so se superiore al debutto, ma certamente più evoluto e studiato. Lei è un personaggio di talento, e merita il successo, sempre che vi sia posto in un periodo affollatissimo di Popstar Donne pronte a darsi battaglia nelle charts mondiali.

R&B Junk Rating: 8/10

 

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