Max Gazzè non ci sta: “Scendo in palco per mille posti”

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Max Gazzè

La musica non si deve fermare. Max Gazzè ci prova e vuole continuare a suonare, in controtendenza rispetto a chi ha scelto di rinviare al prossimo anno i live previsti per questa estate a causa delle restrizioni e nuove regole fissate per arginare la diffusione del coronavirus.

Il cantautore romano ha deciso di aderire all’appello lanciato da Francesco Barbaro della Otr, l’agenzia che lo segue da anni, e ha scelto di interrompere la registrazione del nuovo disco per esibirsi questa estate, affidando ai social la sua idea sulla musica live della prossima estate.

Ero un musicista pieno di sogni nelcassetto quando nel 1994 ho conosciuto quel folle visionario di Francesco Barbaro e da allora Otr è diventata la mia seconda casa e la mia famiglia.

In quasi 30 anni insieme abbiamo condiviso mille esperienze e idee. Oggi voglio che la sua battaglia per non fermare la musica diventi anche la mia. Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo. ‘Scendo in palco’ per ‘1000 posti’ a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte. Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far sì che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che una musica può fare.

Tra gli altri artisti a essersi resi disponibili per i concerti estivi c’è anche Daniele Silvestri, che ha appena rilasciato il nuovo singolo con Rancore, “Il Mio Nemico Invisibile”.

Assistere a un grande concerto nel 2020 è al momento impensabile. Tutti gli eventi sono stati infatti rimandati al 2021. Si rischia quindi un’estate completamente in silenzio, se non per gli spettacoli che possono essere organizzati nel rispetto delle regole (con non più di 1000 partecipanti) e nel rispetto del distanziamento sociale. In questo modo, si può pensare di risollevare il settore in forte crisi dopo l’annullamento di tutti gli eventi dei mesi scorsi.

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