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Michael Jackson – Xscape | Recensione CD

Il vuoto lasciato da sarà per sempre incolmabile e la pubblicazione di materiale inedito, al di là delle probabili speculazioni delle etichette discografiche, resta un evento per tutti gli amanti della musica di ogni genere.

Arriva così il secondo album postumo del Re, intitolato semplicemente “Xscape“.

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Curato interamente da Antonio L.A. Reid, storico co-fondatore della LaFace Records ed ora capo della Epic Records, etichetta discografica che ha affiancato Michael da “Off The Wall” ad “Invincible” nonché la stessa che detiene i diritti di queste 8 tracce inedite registrate tra il 1983 e il 1999!

Ma L.A. Reid non si è limitato a rilasciare le tracce nella loro versione originale, così ha pensato di ‘modernizzarle’ ingaggiando alcuni dei producers più in voga del momento, su tutti il duo Timbaland/J-Roc Harmon ma anche gli Stargate e Darkchild, con il compito di re-editarle… al meglio o al peggio? lo scopriremo nel nostro track-by-track:

Love  Never Felt So Good” :

Scelto come lead-single, nella deluxe-edition troverete ben tre versioni del pezzo. Partiamo dall’originale registrata nel lontano 1983: prodotta da Paul Anka, si presenta come una sublime composizione piano-driven cantata da Michael con quella spensieratezza che vuole trasmettere anche il testo.

Si passa dal solo suono del piano dell’originale alla più ritmata versione targata John McClain e Giorgio Tuinfort, che attraverso un leggero drums and bass, donano al pezzo un flow tipico della disco che, miscelato all’originale R&B, la fanno sembrare quasi un pezzo destinato a Barry White!

Il compito di modernizzarla va Timbaland e al fidato collaboratore J-Roc, forti dell’ottimo lavoro disco-funk per Justin Timberlake, così i tre  ripropongono la formula vincente anche in questa occasione, per uno stile molto più vicino al Michael del fantastico “Off The Wall”. Piacevole!

“Chicago”:

In questo caso è molto più evidente il divario tra la versione ‘modernizzata’ e quella originale. Quest’ultima, prodotta da Cory Rooney, è stata registrata nel 1999, destinata all’ultimo disco ‘Invincible’. Si tratta di una mid-tempo R&B dall’atmosfera ‘cupa’, in cui viene raccontato il rapporto con una donna sposata. Solo i più esperti avranno notato gli elementi in background finiti poi in “Did You Even Think” dell’amico R.Kelly… ma questa è una piccola chicca!!

La versione aggiornata, ancora nelle mani del duo Timbo/J-Roc, ha un ritmo più ‘frizzante’ e poppegiante, ma conserva quel clima misterioso dell’originale, questa volta creato attraverso i sintetizzatori.

“Loving You”:

Classicone firmato direttamente da Michael, proveniente dalla studio-session per l’album “Bad”. Dolcissima canzone d’amore, caratterizzata da una linea di bassi che accompagna la piacevole melodia Soul, ma se pensiamo l’affine “I Just Can’t Stop Loving You” possiamo comprendere l’esclusione da quell’album. Non male anche la versione aggiornata, ma l’interpretazione così ‘ammaliante’ proposta da Michael andrebbe bene davvero su tutto!

“A Place With No Name” :

L’originale contiene il sample di “A Horse With No Name” del gruppo folk-rock America, ripreso nel 1998 da Elliot Straite (aka Dr.Freeze) durante le sessioni per la creazione di ‘Invicible’, ma cambiando completamente le parole dell’originale ne esce fuori una storia davvero affascinante.

Ad offrire la versione ‘modernizzata’ è il famigerato team di produzione Stargate, che aprono la traccia con la tipica tastiera alla Stevie Wonder, incorporata successiva a suoni elettronici a mo’ di Sam Sparro… ecco, lo stile di quest’ultimo può identificare al meglio la versione re-edit in questione!

 “Slave To The Rhythm” :

L’originale è stata prodotta proprio da L.A. Reid con l’aiuto di Babyface nel 1991, durante le registrazioni per “Dangerous”, ma completata solo nel 1998.

La produzione è caratterizzata da sfumature New Jack Swing, ma ad emergere è l’interpretazione graffiante di Michael che canta di una donna intrappolata dai ritmi della sua vita.

Timbaland la trasforma in una uptempo moderna, con i suoi tipici synth elettronici… versione portata sul palco degli ultimi Billboard Awards attraverso l’ologramma di Michael… una decisione, se pur chiacchierata, davvero emozionante… un mix tra felicità e tristezza per tutti i fans 

“Do You Know Where Your Children Are” :

E’ la seconda track (dopo “Loving You”) prodotta dallo stesso Michael… e si sente!

Finita in rete da tempo, sotto il nome di ’12 o’Clock‘, la traccia è stata creata nel periodo compreso tra “Bad” e “Dangerous”. Racconta la storia di una ragazza che per sfuggire dagli abusi del patrigno si ritrova per le strade di Los Angeles, in una situazione non molto differente ma con dei sogni nel cassetto che forse non si avvereranno mai! Si tratta di un tema caro a Michael, in quanto anch’esso vittima di violenze… solo successivamente emersero le denuncie a suo carico.

Timbaland e J-Roc arricchiscono il brano con suoni ipnotici nella nuova versione, senza escludere l’assolo di chitarra elettrica presente anche nell’originale!

“Blue Gangsta” :

Ci troviamo dinanzi ad un’altra produzione di Dr.Freeze, uno dei producer preferiti da Michael, ma fin troppo sottovalutato (ricordiamo il lavoro meraviglioso in” Break Of Down“).

Registrata nel 1998, non si tratta della prima volta in cui Michael utilizza il tema “Gangster’; lo ha fatto in “Smooth Criminal” e successivamente nel video di “You Rock my World”. L’originale è caratterizzata da una particolare tecnica di produzione, un suono del piano quasi ad intermittenza che si arrichisce con elementi molto differenti, come il suono delle trombe e della fisarmonica durante il bridge. Lavoro apprezzabile anche in questo caso per Dr.Freeze, ma possiamo dire lo stesso per l’arrangiamento di Timbaland che apre la traccia in maniera ‘cinematografica’ attraverso il suono degli archi, per poi sfoggiare un forte bassline.

“Xscape” :

Siamo giunti alla title-track che chiude l’album. Il brano arriva dalla studio-session di ‘Invicible’ ma suona assolutamente come un classico di Michael, come se combinasse gli elementi delle varie “Who is It”, “Jam”, “They Don’t Care About Us” e “Ghost”.

Il tema non ci è nuovo, Michael vuole fuggire dai media e da un sistema basato su una società viziata… il suo sogno era un mondo migliore, ora forse lo ha trovato!

Solo in questa occasione, la nuova versione viene affidata allo stesso produttore iniziale, ovvero Rodney Jerkins aka Darkchild, uno dei producer principali di “Invicible”. La versione originale è troppo simile ai pezzi sopra elencati, forse per questo ‘tagliata’ dalla tracklist finale dell’ultimo studio-album pubblicato dal compianto Re del Pop , ma si lascia apprezzare sicuramente di più rispetto la versione aggiornata, dove si perde la vera essenza di Michael!

Ecco… questo è stato proprio il maggior rischio nell’andare a “modernizzare” dei pezzi precedemente ‘scartati’ dall’artista durante la sua gloriosa carriera. Tuttavia, in qualche occasione funziona, in arrangiamenti capaci di mettere insieme il nostalgico e il moderno, ma preferiamo goderci la voce di Michael sui pezzi originali, anche se ‘imperfetti’… perchè è proprio quella voce che vivrà in eterno!

 

 

 

 

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7 Commenti
  1. Alessandra dice

    Il cd non ce lo riporta e non cancella il male che gli è stato fatto, ma ascoltare la sua dolce voce e ritrovare ancora una volta la sua unicità mi fa stare bene. Nel complesso un buon lavoro.

  2. Sincity dice

    @Graziana L’ultimo album di MJ, non è monotono. Rispetto a quello che si propinava nel 2001, quel disco rappresenta il meglio (in realtà anche rispetto a molti dischi attuali). Purtroppo il fatto che sia stato affossato da critica e media, prezzolati da Sony in piena battaglia contro MJ, ha giocato a sua sfavore. Ci sono diverse canzoni che sarebbero potute diventare hit.

  3. Nick dice

    una recenzione di resurrection arriverà?

  4. ORVO dice

    CONCORDO PIENAMENTE CON SINCITY…. AGGIUNGO CHE LE 3 CHE SI SALVANO RIMANGONO SOLO DEI SIMPATICI REMIX.. LE TRACCE ORIGINALI ERANO GIA SUPERLATIVE COSI.. CMQ LA SONY STAVOLTA SE PARATA IL CULO..X QUESTO HA MESSO LE TRACCE ORIGIALI.

  5. Graziana dice

    Do voto negativo ai riarrangiamenti..hanno lo stesso sound, che io trovo monotono e anonimo, che purtroppo avevano già i brani dell’ultimo lavoro di Michael , Invincible. Le versioni originali hanno uno stile sicuramente datato ma al loro tempo si ergevano assolutamente una spanna sopra la media, cosa che non si può dire delle nuove. Comunque il gioiello del cd a mio parere è la versione originale di A place with no name…mi ha commossa. Avrei tanto voluto che Michael la pubblicasse da vivo.. Un fatto però è certo, nessun disco postumo potrà più darci la magia e l’emozione del passato…R.I.P Michael.

  6. Sincity dice

    Delle 8 canzoni rifatte ne salvo 3: Lovin you, Chicago e Xscape. Il resto mi sembra piuttosto un lavoro di appiattimento agli standard contemporanei (vedasi A place with no name, Slave to the Rhythm o Blue Gangsta). Discorso a parte lo merita Do you know where your children are?: la strutturazione melodica originale era conforme alla cupezza del testo, in questa nuova versione, la base è composta da suoni elettronici tipici dei videogame degli albori che nulla ha a che vedere con le intenzioni di chi ha scritto il pezzo. Detto ciò questa volta il lavoro è stato migliore di “Michael”, almeno hanno avuto la decenza di mettere le demo originali.

  7. Nicolò Salvagno dice

    sono d'accordo con te….poi il rischio di andare a lavorare sul materile di MJ è sempre elevato perchè le critiche ti piovono contro anche se fai un buon lavoro perchè, per molti, è una bestemmia toccare il suo materiale se pur imcompleto….forse se fosse stato un progetto di beneficenza ci sarebbero stati meno problemi….comunque, nel complesso hanno tirato fuori dei buoni pezzi….

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