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Spotify accusato di non pagare le royalties agli artisti

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Spotify ha senza’altro rivoluzionato la fruizione musicale da ormia più di un anno a questa parte. Ormai lo streaming è una realtà ben presente, e con cui tutti gli artisti devono far i conti, che sia una cosa positiva o negativa. Infatti, esso è conteggiato anche nelle classifiche ufficiali. Soltanto le artiste che vendono di più (Swift ed Adele) possono permettersi il lusso di snobbare la piattaforma.

spotify

Il colosso svedese, stando a quanto emerso negli ultimi giorni, potrebbe essere nei guai (ma è tutto da dimostrare), a causa del mancato pagamento di  royalties su alcuni brani inclusi nel suo vastissimo catalogo. Più nello specifico si tratta dei brani “King of Bakersfield” e “Tonight I Cross the Border”, entrambi tratti dall’album Berkeley to Bakersfield, ultimo album studio della band Californiana country/rock chiamata “Cracker”. Tutto è partito da uno dei componenti della band, David Lowery, il quale ha rivendicato il mancato pagamento dei diritti sui brani sopra citati agli autori di questi. Il tutto in termini economici potrebbe costare davvero molto alla piattaforma musicale: per ogni brano condiviso invalidamente nel loro servizio streaming potranno essere condannati al pagamento di una mora che potrebbe raggiungere l’incredibile somma di 150 milioni di dollari.

La risposta di Spotify non è tardata ad arrivare; ecco le parole dei rappresentanti del colosso dello streaming:

“Stiamo lavorando assieme alla National Music Publishers Association per trovare il modo migliore per pagare correttamente le royalties, e stiamo investendo in risorse e competenze tecniche per costruire un completo sistema amministrativo di pubblicazione per risolvere questo problema nel migliore dei modi”

Nel frattempo ha già rimosso i brani in questione. Ricordiamo che gli utenti che hanno utilizzato il loro servizio streaming in questo 2015 sono 75 milioni, dei quali 20 milioni risultano paganti.