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Streaming: Spotify paga meno i cantanti rispetto a Napster e Tidal

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Ecco una fotografia dell’industria musicale nell’era dello Streaming! Ecco quali servizi pagano meglio gli artisti.

Streaming, ecco chi paga di piu

Arriva una fotografia della nostra industria musicale nel 2018, in piena Era Streaming, un’Era che ha spinto l’industria musicale in basso a livello di revenues, e che ha rivoluzionato il mondo.

Streaming Chi Paga di piÙ i Cantanti

Tutto é cambiato nel mondo della musica, e ci rendiamo conto in questi anni che anche la “musica” é cambiata.

Lo sono anche i video musicali, gli show, la promozione, le vendite fisiche.

Una fotografia dell’industria dello streaming ci da un quadro complessivo della situazione odierna, con streaming service che perdono soldi, e artisti malcontenti per un pagamento davvero basso dei loro lavori.

In tutto questo c’è sempre il tramite delle label, che rispetto ad anni fa, non possono più contare su patrimoni miliardari.

Tra i vari competitor possiamo notare che per gli artisti, i primi della classe sono Napster, Tidal ed Apple.

Brutta figura invece per Youtube ed anche il diffusissimo Spotify.

Ma in realtà, nonostante un basso pagamento agli artisti, Spotify soffre di perdite davvero enormi ogni anno. Lo stesso discorso vale per Youtube.

I due canali sono diffusissimi, e la perdita é dovuta alla miriade di free users che usufruiscono dei servizi streming. Infatti a cambio dell’ascolto di pubblicità di tanto in tanto, si può evitare di comprare un abbonamento. Una pubblicità che in questo caso sembra non compensare il servizio gratuito.

La soluzione?

Beh, sarebbe bella una presa di coscienza individuale di ogni utente, ad almeno abbonarsi ad uno di questi servizi, e dare un piccolo contributo agli artisti, a chi scrive i brani, a chi crea i video musicali.

Per noi appare scontato avere Spotify Premium, ma purtroppo così non é per tutti. Rispetto ai 20 – 30 euro che si sborsavano per ogni CD acquistato, lo sforzo di farsi un abbonamento mensile a 10 euro, ci sembra davvero il minimo.

Certo, l’industria é in completa tensione negli ultimi anni, e secondo noi la cattiva qualità e promozione della musica oggi, in parte é dovuta anche a questo sistema.

Voi cosa ne pensate? Sarebbe giusto levare il servizio gratuito? Quale soluzione proporreste.

Noi lo continuiamo a dire, se amate la musica, iscrivetevi ad uno di questi servizi, e date il vostro contributo.

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