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Taylor Swift: 1989 compie un anno: 10 segreti dietro il successo

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Un anno fa usciva “1989”, quinto studio album di Taylor Swift. Sembra impossibile dirlo ma oggi Taylor è musicalmente e mediaticamente più forte di quanto non lo fosse un anno fa. La 1989 Era si è rivelata un successo straordinario nella sua carriera, soprattutto se paragonato alla situazione musicale attuale.

Se “1989” è andato così bene, è anche perché Taylor e la sua Big Machine Records hanno saputo migliorare ancora di più la strategia promozionale e mediatica rispetto alle precedenti Ere discografiche. Vi propongo quindi in questo post 10 fattori musicali ed extramusicali che hanno caratterizzato la 1989 Era e ne hanno decretato il suo successo.

taylor swift

1. I video lanciano i singoli (non il contrario): solitamente siamo abituati a vedere i singoli arrivare in radio, farsi conoscere piano piano e solo in seguito (15-30 giorni dopo) vedere pubblicato  il video con lo scopo di dare la spinta necessaria al pezzo per scalare definitivamente le classifiche. Nella 1989 Era Taylor Swift ha ribaltato sistematicamente questo metodo.

Ben 3 video su 5 hanno lanciato i singoli: “Shake It Off”, “Bad Blood” e “Wildest Dreams”. Inoltre di un altro singolo, “Blank Space”, è stato pubblicato il video a meno di 15 giorni dal rilascio. Perchè questa scelta? Perchè è un segno dei tempi. Con le radio inevitabilmente ci vuole qualche settimana per far ingranare un brano, mentre invece con un video, specialmente se curato come quelli della 1989 Era, si può ottenere subito un forte impatto nelle charts.

Così i ruoli si sono invertiti, il video lancia il singolo: ora le radio servono a tenere i singoli in alto una volta svanito l’effetto video. “Wildest Dreams” è illuminante in tal senso: il video ha fatto piombare il singolo nella top 10 americana, e adesso a due mesi di distanza “Wildest Dreams” è la canzone più passata dalle radio in America.

2. I singoli promozionali non oscurano gli altri:  anche Taylor sa imparare dai suoi errori. Il tallone d’achille della Red Era (Achille’s heel per citare “State Of Grace”) fu proprio la gestione esagerata dei singoli promozionali: 4 singoli pubblicati nelle 4 settimane precedenti la data di rilascio di “Red”. Un scorpacciata di brani che però ha finito per tagliare le gambe al secondo estratto “Begin Again” oscurato dai successivi singoli, in particolare da “I Knew You Were Trouble”.

Nella 1989 Era invece sono stati scelti solo due singoli promozionali “Out Of The Woods” e “Welcome To New York” che non hanno avuto il compito  di scalare le classifiche ma quello di far conoscere due sfaccettature dell’album. Così “Shake It Off” e “Blank Space” hanno potuto continuare “indisturbati” a fare grandi numeri in classifica.

intanto si  è lasciato scegliere “democraticamente” al pubblico gli altri singoli più amati, non è un caso quindi che proprio “Style”, “Bad Blood” e “Wildest Dreams” sono state le 3 album tracks ad avere maggiore successo dopo la release di “1989”.

3. Nessuna frenesia nel rilascio dei singoli: un singolo ogni 3 mesi o più. Anche grazie al successo dei vari brani, finora la Swift ha potuto estrarre i singoli ‘lentamente’ lasciando a ciascuno il tempo per salire in classifica e poi iniziare la discesa. Non c’è stato così il classico sovrapporsi di singolo in discesa e singolo in salita.

taylor-swift-1989-cover

4. Performances solo se necessarie: una delle tante differenze tra la 1989 Era e la precedente Red Era è stata la promozione nel lungo periodo. Infatti  entrambe le Ere hanno visto Taylor cantare dovunque nei mesi successivi all’uscità dell’album (ottobre-novembre-dicembre). Ma è dopo che le cose son cambiate.

Infatti nella seconda parte della Red Era (da gennario 2013 per intenderci), la Swift performò ai Grammy (“We Are Never Ever Getting Back Together”), ai Brit Awards (“i Knew You Were Trouble”), ai Billboard Music Awards (“22”), ai festeggiamenti del 4 luglio (“Everything Has Changed”), al Victoria’s Secret Fashion Show (“I Knew You Were Trouble”) e al Grammy Nominations Concert (“I Knew You Were Trouble”).

Invece da gennaio ad oggi Taylor Swift si è esibita con un suo singolo solo ai Brit Awards (“Blank Space”), se escludiamo il piccolo accenno di “Bad Blood” ai VMA, decisamente da lasciare nel dimenticatoio. In questo caso la scelta è stata chiara: NON Strafare.

Se il tuo album vende molto più dei precedenti non ha più senso darsi da fare a più non posso con ulteriori performance che non incideranno molto nell’andamento dell’album, siccome questo vola già da solo nelle classifiche. Dunque rinunciare ad esibirsi diventa anche un modo per non sovraesporsi ancora di più.

5. Coltivare un’immagine da vincente: se è pur vero che Taylor non si è esibita ai vari awards del 2015, è anche vero che ci è sempre andata. Ed ogni volta ha fatto incetta dei premi più importanti, perchè  l’importante è  far ricordare a tutti (fans, haters, “indifferenti”) che quest’anno è stata lei la protagonista indiscussa del musicbiz.

In fin dei conti, il dominio di Taylor quest’anno è stato riconosciuto da chiunque. Con chiunque s’intende anche ambienti non propriamente consoni ad una popstar. In questo contesto s’inseriscono la nomina da parte di Forbes di Taylor Swift tra le 10 persone più influenti dell’anno nel 2014, il Milestone Award ricevuto a marzo agli Academic Country Music Awards e l’Emmy Award ricevuto per “Blank Space”.

6. Andare fino in fondo nelle proprie battaglie: poco prima dell’inizio della 1989 Era, Taylor Swift rilasciò un’intervista in cui manifestava le sue perplessità sui servizi streaming musicali. Quella piccola dichiarazione che poteva essere velocemente dimenticata è invece diventata un cavallo di battaglia della popstar.

Così, poco dopo l’uscita i “1989”, Taylor ha clamorosamente tolto tutti suoi brani da Spotify, una scelta coraggiosa visto l’ascesa inarrestabile del servizio streaming gratuito. 4 mesi fa Taylor Swift ha poi pensato bene di mettere i bastoni tra le ruote al nuovo servizio streaming Apple Music imponendo che gli artisti venissero pagati anche nei 3 mesi di prova gratuiti. Mediaticamente ha una grande importanza mostrarsi fedele alla proprie idee (condivisibili o no).

7. Evitare di mettersi in cattiva luce: Taylor Swift ha affrontato ben 3 litigi con altre star quest’anno, ed è riuscita sempre ad uscirsene a testa alta senza permettere ai media di gettare fango su di lei.

Prima di tutto c’è stato lo scontro con Katy Perry. Sappiamo bene che ad appiccare la miccia fu Taylor stessa con un intervista, ma da giorno in poi ha smesso di parlarne ed in alcuni casi ha cercato persino di negare che quella frase fosse rivolta alla Perry. In questo modo uno scontro dai possibili ‘effetti stratosferici’ si è sopito abbastanza, per quanto non siano mancate delle frecciatine da parte della Perry.

Il secondo caso è il litigio su Twitter con Nicki Minaj. In questa circostanza l’unico errore che si può imputare Taylor è quello di ‘aver perso tempo’ a rispondere alle insinuazioni ridicole di Nicki Minaj. I media sono stati velocissimi a mettere in prima pagina la lite tra Taylor e Nicki e così la Swift, pur senza colpe, ha preferito scusarsi e mettere fine alla vicenda.

Il terzo caso è il fulmineo beef con Avril Lavigne. Anche in questo caso Taylor ha spento il fuoco delle polemiche invitando subito la Lavigne al “1989 World Tour”. Questi piccoli accadimenti mostrano come Taylor sia sempre riuscita a non farsi mettere in cattiva luce dai media.

8. Far parlare BENE di sé: se non bisogna far parlare male di sé non rimane altro che fare di tutto per far parlare bene di sé. Il copione è da un anno a questa parte sempre lo stesso: Taylor Swift fa qualcosa ed i media cavalcano immediatamente la notizia. Così Taylor fa i regali ai suoi fans per Natale, Taylor regala 50.000 dollari alla bambina malata, Taylor organizza il compleanno di Camila Cabelo delle Fifth Harmony.

Intanto succede anche l’inverso. ossia che Taylor riceve apprezzamenti dai personaggi più improbabili: Ryan Adams reinterpreta tutto 1989, Joseph Kahn (regista di “Blank Space” e “Bad Blood”) la definisce come il suo Michael Jackson, Britney Spears afferma che ama “Out Of The Woods”, Madonna sostiene che non riesce a togliersi di testa i suoi brani, Jennifer Lawrence la chiama “badass”.,.

9. Un’immagine più sexy ma mai volgare: indubbiamente l’immagine, nel senso letterale del termine, di Taylor Swift si è modificata. La cantante ha indossato molto più spesso abiti scollati, minigonne e quant’altro. Eppure non sono apparsi i titoloni dei siti: “Taylor Swift cambia look”, “Taylor Swift da cantante country a popstar svestita” e non c’è da sorprendersi.

Infatti, al di là dell’essere un po’ meno vestita, la Swift ha continuato a rinunciare a qualsiasi forma di volgarità nei suoi photoshoot e video, In questo modo ha mantenuto quella caratteristica che, a livello puramente visivo, l’ha sempre distinta dalle altre popstars attuali.

10. Una squadra che conta: ed infine la 1989 Era ha visto Taylor Swift ‘accerchiata ‘ da tutte le stars sue amiche. Da notare come ci sia spazio per un po’ tutte le tipologie di stars: dalle modelle (Cara Delevingne, Martha Hunt) alla attrici (Lena Dunham, Mariska Hargitay), dai/dalle cantanti (Lorde, Selena Gomez, Ellie Goulding, Justin Timberlake) agli sportivi (Serena Williams, Kobe Bryan). Un parterre ricco in cui sicuramente ognuno può trovare qualche personaggio che stima e apprezza.

E voi quali altri motivi pensate che stiano dietro il successo di “1989”?

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