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Avril Lavigne 5 canzoni da scoprire | prima parte

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Dopo averci accompagnato in un viaggio alla scoperta di 5 tra le migliori canzoni di Taylor Swift e Miley Cyrus, la nostra assidua lettrice Veronica Gurguis ha deciso di fare lo stesso con un’altra artista che conosce molto bene: Avril Lavigne.

Artista pop-rock tra le più fortunate della storia della musica recente, la cantautrice canadese è senza alcun dubbio una delle popstar di maggior successo della sua generazione: partita con uno stile più rockeggiante e cupo che presto ha saputo unire a ritmi più divertenti e scanzonanti, ma sempre alternando il tutto a ballatone strappalacrime e mozzafiato.

Tra alti e bassi, Avril ha sicuramente saputo ammaliare e farsi amare da un’intera generazione, e soprattutto nei primi anni ha saputo donarci alcuni capolavori che difficilmente potremo dimenticare. Diamo ora uno sguardo ad alcuni di essi.Avril-Lavigne-avril-lavigne-31810124-1920-1200

La prima traccia di cui parlerò fa parte del primo album “Let Go” che io, personalmente, considero il suo migliore album in assoluto, un capolavoro impossibile da eguagliare, “Too Much To Ask”.

Negli anni ho potuto constatare che questa traccia non è tanto apprezzata dal fanbase e ne sono sempre stata scioccata: oltre ad essere la mia preferita, credo che sia una delle più belle di Avril in tutta la sua discografia: ogni sfaccettatura del brano è assolutamente perfetta, a partire dal testo che segue un filo narrativo e logico come solo in quest’album si vedranno (con qualche eccezione in quelli futuri).

La canzone parla di una burrascosa relazione finita  per colpa dell’erba ” till you chose weed over me”. Avril se la prende con l’ex e quasi gli grida tutta la sua frustrazione e delusione per averlo amato tanto mentre lui non riusciva a corrispondere il sentimento.

Quello che amo di più è l’interpretazione molto decisa e aggressiva con quel timbro che tanto adoravo, aveva carattere, era unico.. Come sia potuto cambiare così drasticamente, rimarrà ancora un mistero irrisolto.

Inizialmente, non ho saputo dare la giusta attenzione a quest’album e quell’Avril piena di passione e voglia di fare, solo dopo qualche anno amai quest’album e mi resi conto che se avesse continuato su questa strada sarebbe diventata una leggenda, ma non è andata così.

Si è data troppa importanza all’immagine anti-popstar non capendo che era la musica la vera differenza tra lei e le sue colleghe. Per concludere, “Too Much To Ask” rappresenta tutto quello che avrei desiderato Avril avesse continuato ad essere: una cantautrice vera e sincera con testi meravigliosi e dettagliati che parlano di emozioni ed esperienze reali.

Il secondo album, “Under My Skin”, è per tutti il migliore, ma per me perde su tutto in confronto a “Let Go”, i testi in primis. Da quest’album ho scelto un’altra canzone che i fan non considerano (così come la stessa Avril) “How Does It Feel”.

Il brano è una vera perla non tanto per il testo che a parer mio poteva essere ampliato molto di più, ma solamente per la meraviglia di sound: si discosta da tutto il resto dell’album, è più scarno e poi esplode nel bridge, ritorna di nuovo scarno per poi finire in bellezza con un bellissimo assolo di chitarra. Per quanto mi riguarda questo è il suo miglior sound insieme ad “Alice”.

Ritornando al testo, sicuramente si poteva scrivere molto di più su questa tematica importante, se i co-autori fossero stati quelli di “Let Go” ne sarebbe uscito un capolavoro di testo, ma la bellezza del sound e la sentita interpretazione fanno dimenticare questo piccolo difetto.

E’ un peccato che Avril non l’abbia mai voluta cantare live, anche adesso che è migliorata vocalmente, l’ho sempre immaginata seduta al piano con l’orchestra dietro.. si sarebbe creata un’atmosfera magica e non ”smorta” come purtroppo Avril disse dopo che un un fan le aveva chiesto il perché non l’avesse inserita nella setlist del “Bonez Tour”.

Il quarto album “Goodbye Lullaby” uscito dopo tante battaglie con la RCA mostra il suo lato più vulnerabile, romantico e dolce. Questo album mostra anche per la prima volta Avril in veste di unica autrice di molti brani del disco e produttrice di 2, uno tra questi è “GoodBye”

E’ uno dei pezzi dedicati al suo ex marito Deryck Whibley e si tratta della canzone dotata di più carica emotiva in tutta la sua discografia. Ciò lo si deve principalmente alla meravigliosa, impeccabile interpretazione vocale che ti cattura per tutta la durata della canzone. Per questo adoro “Goodbye”, per il trasporto emotivo che si sente nella sua voce: qui si percepisce tutta la tristezza,  a partire dai bellissimi falsetti iniziali per arrivare a una voce quasi ”rabbiosa’ nel secondo ritornello, il tutto per poi finire di nuovo con la tristezza.

Davanti a questa meraviglia ci si dimentica che il testo è troppo semplice e banale per una 25enne, “Remember When” ha un testo migliore per esempio, ma ciò che rende quest’ultima superiore è proprio quel fattore x dell’interpretazione che l’altra non ha, anche se devo ammettere che le 2 frasi del bridge: la-lullaby distract me with your rhymes, la-lullaby help me sleep tonight sono bellissime, specialmente la prima che l’ho sempre colta come una metafora verso Deryck

C’è poi da dire che Avril se l’è cavata anche bene nella produzione: per essere la prima volta ha fatto un buon lavoro. Anche questa traccia (così come tutte le altre di “Goodbye Lullaby”) avrei voluto sentirla live, avrebbe mostrato quel lato vulnerabile che vuole nascondere a tutti costi a favore di quello della ”rockstar” che salta qua e là, il fatto che non l’abbia mai cantata perché è troppo personale (l’ha detto lei stessa) mi ha sempre fatto storcere il naso, sei o non sei un’artista?

Ho sempre visto questa canzone non solo come l’addio a Deryck, ma anche un addio alla ”vecchia lei”’, il divorzio ti cambia, non si discute, ma da quell’anno , 2009, non è stata più la stessa né come persona né come artista e neanche 2 nuovi amori (prima Brody Jenner e poi l’attuale marito Chad Kroeger) l’hanno fatta rinascere, anzi..

Così quando sento questo pezzo, chiudo gli occhi e me la immagino seduta al piano  a cantarla con tutta l’anima e la passione.

Continuo con “Why” che è una delle 2 b-side del singolo “Complicated” ed è stata la prima canzone che Avril ha scritto quando si è trasferita a New York in cerca di un contratto discografico.

Ho scelto questa canzone perché mi è sempre piaciuta, la considero una delle più belle perché ogni volta scopri un dettaglio nuovo e soprattutto perché è una canzone in cui tutti possono rispecchiarsi. La traccia parla di una relazione difficile in cui lui è propenso a finire mentre Avril è ancora innamorata e vuole dunque salvarla.

Adoro il testo, chiaro, diretto, semplice ma non banale, questi co-autori di “Let Go” erano meravigliosi, riuscivano a farle scrivere testi coerenti dalla prima parola fino all’ultima.. per questo adoro quell’album e ogni canzone che non ne ha fatto parte, esse non ti lasciano mai con un punto interrogativo, sai sempre che cosa Avril voleva comunicare.

Erano i tempi in cui lei scriveva per se stessa e non pensava agli altri come fa oggi invece: pensa alla  label di turno o ai fan, credendo che scrivere in un modo più generale, li aiuti a rispecchiarsi di più nella canzone. Può essere che sia vero, ma un cantautore non dovrebbe mai ”autocensurarsi”, deve scrivere tutto quello che ha in testa e nel cuore e allora sì che si crea un legame con l’ascoltatore.

Detto questo, ciò che amo di più di “Why” è l’interpretazione coerente con il messaggio: chiara, forte, decisa a tratti quasi ‘aggressiva”.. Ho già detto  quanto amo quella timbrica roca che aveva, in questa traccia si sente in tutta la sua bellezza grazie alla sola presenza della chitarra acustica.

Per concludere questa prima parte, ho scelto la mia seconda canzone preferita: “Let Go” un’altra perla  scartata dall’omonimo album ingiustamente. La canzone parla di lasciarsi alle spalle una relazione e di ricominciare a ‘vivere’ di nuovo:

I’ll probably wake up a little sad but then I’ll get up and let go of it all instead Because really it’s not worth it to get in a mess over him to bother getting stressed over him, no So I’ll just go on with my life and fixate on everything else but you Yeah, I’ll just go on with my life I have no reason to please you anymore.

E’ proprio il testo ciò che amo di più essendo io un’amante dei testi lunghi e dettagliati. Per me “Let Go” ha il testo migliore di tutta la discografia di Avril Lavigne, perchè è perfetto in tutti i sensi: racconta una storia con un inizio, parte centrale e una fine. Esso è vero, sincero, reale, emotivo, diretto.

Così come per “Why”, Avril era libera da tutti i pensieri che ha oggi, scriveva come se fosse una terapia, per sfogarsi, e se avesse continuato a collaborare con The Matrix, o almeno se avesse assimilato qualcosa da loro, la sua scrittura d’oggi sarebbe a livelli molto alti e avremmo sempre avuto canzoni di questo tipo.

Quando ascolto questa traccia, penso a come sarebbe dovuta/potuta diventare ed è triste vedere come sono realmente andate le cose, perchè le premesse c’erano tutte, bastava solo continuare a lavorare sodo e soprattutto non smettere di crederci solo perché qualcuno dei piani alti ti mette le bastoni tra le ruote.

Sono sicura che molti avrebbero preferito che continuasse con lo storytelling o solo scrivere sulla sua vita in maniera sincera e onesta.

Sono stata fan di Avril per tanti anni e penso che i problemi ci siano stati fin dal principio, e non da “Goodbye Lullaby”..

Di solito gli album di debutto sono nella ‘norma’, cioè non troppo belli nè troppo brutti e gli artisti fanno i propri capolavori al terzo/quarto album, nel caso di Avril è successo l’inverso. Credo che “Let Go” sia stato troppo perfetto come album di debutto e che gli altri non siano riusciti neanche a raggiungere un quarto della sua magnificenza: immaginate invece se avesse debuttato con il suo disco omonimo per poi arrivare a un “Let Go” in versione matura… tutto sarebbe andato meglio!

Spero che Avril ritrovi quella magia che aveva agli inizi, la sua essenza da cantautrice che man mano è andata scomparendo così, FORSE, potrebbe riavermi come fan così come potrebbe ritrovare tanti altri che l’hanno ‘abbandonata’.

Cosa ne pensate di questo primo viaggio alla scoperta della musica di Avril Lavigne?

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