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Ariana Grande, carriera a rischio, licenzia il suo manager: analisi del suo FLOP

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Basta poco per passare dal successo allo stallo. Ariana Grande negli ultimi anni ne è diventata un triste esempio. Prima di giungere all’ultima notizia che riguarda la carriera della Grande ripercorriamo ciò che è successo negli ultimi due anni.

Il 2014 è stato il suo anno d’oro o forse sarebbe meglio dire di platino.  Con ben 4 singoli platino ed un album platino, la Grande sembra lanciata verso l’olimpo del Pop-RnB.

Il 2015 ha invece cambiato le carte in regola. Il “Donutgate” (Ariana è stata sorpresa da telecamere di sicurezza di una pasticceria mentre leccava di nascosto delle ciambelle, pronunciando la frase “odio l’America“, QUI per saperne di più) ha travolto l’immagine della cantante anche a causa di un atteggiamento un po’ troppo (forse?) bacchettone ed ipercritico’ da parte del pubblico americano. Ariana e la sua etichetta hanno così cercato di recuperare il terreno perso, ripartendo immediatamente con un nuovo album. E qui iniziano i guai.

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La cantante annunciò già da maggio che il suo nuovo album si sarebbe chiamato “Moonlight”, anche se non era ancora prevista una release date, nè per l’album nè per i singoli. In questo modo Ariana ha finito per bruciare l’hype per il suo comeback. Poi con largo anticipo arrivò l’annuncio dell’uscita di “Focus” per il 30 ottobre.

A questo punto è arrivato un fatto esterno inaspettato che ha contribuito nel tagliare le gambe ad Ariana: il ritorno di Adele. Il singolo “Hello” è stato pubblicato infatti solo una settimana prima di “Focus”, finendo per oscurare il brano della Grande. Ovviamente non è solo questo ad aver condizionato l’andamento del brano: Justin Bieber ha pubblicato “Sorry” lo stesso giorno di “Hello”, eppure si è rivelata anch’essa una hit (da notare che Bieber ed Ariana avevano lo stesso manager).

I ‘Problem(s)’ di “Focus’ tuttavia erano anche altri: un singolo che riproponeva sostanzialmente la formula già utilizzata appunto per “Problem”, una vera e propria copia-carbone. La riproposizione di qualcosa di già visto non ha pagato se non su VEVO, dove il video ha ottenuto successo. Ma ciò non è bastato.

Ariana non ha più rilasciato l’album entro la fine dell’anno, ma al suo posto ha pubblicato un EP natalizio in versione digitale “a sorpresa”, che, nonostante i media abbiano tentato di dipingerlo come il comeback di una “grandissima superstar”, ha ottenuto scarsissimo riscontro.

Chiuso il capitolo sfortunato di “Focus”, adesso si apre la partita più importante, quella di “Moonlight”. O forse è meglio dire più genericamente del nuovo album, dato che la cantante ha detto che potrebbe cambiare nome. Il nuovo progetto è previsto per il 2016 ma ora come ora non ci sono sicurezze sul periodo di release. Questo perchè la sua casa discografica, la Republic Records, sembra intenzionata ad attuare la stessa strategia utilizzata con “My Everything” cioè di non rilasciare l’album finchè l’Era non sarà partita per bene, con un singolo (se non due ) di successo. In queste condizioni la “Moonlight” Era è destinata a rimanere appesa ad un filo ancora per molto. L’atteggiamento molto prudente della Republic Records sembra evidenziare che essa stessa non si senta di correre il rischio di pianificare un’Era discografica prima ancora di rilasciare singoli. Non se la sentono ancora di puntare su questa artista che per quanto brava ed esaltata dai media, ne ha ancora di gavetta da fare prima di affermarsi come si deve.

Staremo a vedere di che pasta è fatta Ariana. Se nel 2014 il suo successo fu favorito anche da una serie di fortuante coincidenze (un duetto con la rapper del momento Iggy Azalea, la poca concorrenza nelle classifiche, una asfissiante promozione televisiva), quest’anno la situazione è diversa. Prima di tutto lei non è più l’astro nascente della musica americana, per cui dovrà stupire per tornare alla ribalta (si tenga lontano da altre “Focus” quindi).

In secondo luogo cantanti come Beyoncè, Rihanna sono tornate da poco ed altre, come Adele e Selena Gomez, macinano risultati in classifica con i loro singoli. Con questa concorrenza tutto sarà più difficile per la cantante di “Break Free”.

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Arriviamo quindi alla notizia da cui siamo partiti: Ariana Grande ha appena licenziato il suo manager, Scooter Braun. La notizia era nell’aria da parecchi mes,i e secondo alcune fonti sarebbe dovuta, per lo meno indirettamente, a Justin Bieber. Ariana e Justin come detto avevano lo stesso manager, artefice dell’avvicinamento tra i due artisti che ha portato al remix di “What Do You Mean” e ad alcune performances insieme in tour.

Da qui sarebbe nata l’irritazione di Ariana Grande nei confronti del suo manager, troppo impegnato a garantire il ritorno al successo di Justin e non quello di Ariana. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un complimento scherzoso fatto da Bieber alla Grande su Instagram, commento che ha messo su tutte le furie il suo attuale fidanzato Ricky Alvarez.  A quel punto Ariana Grande avrebbe incolpato Scooter Braun di non aver saputo controllare il comportamento di Bieber, e da qui sarebbe nata la decisione di recedere  dal contratto col manager.

Altre fonti anonime, invece dicono che Ariana Grande ha voluto semplicemente dare una svolta al suo lavoro cambiando manager.

Ma analizziamo il comportamento di Scooter. E’ evidente come questo Braun si sia adoperato anima e corpo per riportare a galla Justin. Pensate alla promozione martellante del canadese, che lo ha portato in giro per tutto il mondo, e Scooter viaggiava con lui. Probabilmente sicuro del fatto che il successo di Ariana fosse ormai consolidato e certo, il manager ha usato la Grande per far tornare Bieber dal suo periodo di down: ha usato i concerti del tour di Ariana per fargli tornare a calcare le scene (e peraltro le performances sono state veramente imbarazzanti), poi è partito con lui in tour e tanti saluti. Bieber ha avuto riviste su riviste, è naturale che ora Ariana cerchi un manager che voglia pensare a valorizzare di più anche lei. Siamo ancora scandalizzati dall’orrido remix di What Do You Mean?, nel quale Ariana è ridotta a corista di Justin Bieber. Una come lei, con quella voce.

Un altro fattore problematico di Ariana a nostro modo di vedere riguarda la sua immagine. La cantante proviene da Nickelodeon, perciò nel suo fanbase ci sono molti giovanissimi, tuttavia con My Everything, Ariana è riuscita a farsi apprezzare anche dagli adulti (ventenni). Quello che ci sembra è che Ariana continui a strizzare troppo l’occhio al suo pubblico più giovane, quando invece una maturazione sarebbe più che gradita. Provate a dare un’occhiata allo spot della sua nuova fragranza Ari, oppure allo stesso video di “Focus”. E’ palese che il suo ex-manager sia abituato a gestire teen idols. Pensate a Carly Rae Jepsen (stesso manager), che a trent’anni deve cantare ancora canzonette tormentone con balletti (e Bieber) nei propri video.

E voi, che ne pensate di tutta questa situazione? Quale sarà il destino di Ariana e di Moonlight?

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