Kesha ecco la recensione del nuovo album High Road

High Road è l’ultima fatica discografica di Kesha, a due anni e mezzo dal disco della sua rinascita, Rainbow

kesha high road

Venerdì 31 gennaio Kesha ha pubblicato il suo quarto album, High Road, a distanza di due anni e mezzo dall’ultima fatica discografica, Rainbow, la quale è arrivata dopo circa cinque anni di silenzio musicale da parte dell’artista, che è stata coinvolta in una lunga ed estenuante battaglia legale contro il suo produttore, Dr. Luke, da lei accusato di molestie sessuali e violenza psicologica.

Rainbow è stata la proiezione in musica dei sentimenti dell’artista che si sono susseguiti nel periodo in cui era alla lavorazione della sua terza attesa fatica discografica, e di quello che le è successo in quei lunghi anni.

High Road è invece un album che vede due diversi lati della personalità di Kesha combaciare in un unico progetto, che si compone di ben sedici tracce e porta firme del calibro di Pepe Sebert, madre di Kesha, Dan Reynolds, frontman degli Imagine Dragons, Jeff Bhasker, celebre produttore discografico, oltre alla cantante stessa.

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Il disco vede alternare al suo interno da una parte canzoni dal sapore pop e dance, dalle tinte più allegre e festaiole e da testi inneggianti all’amore e al divertimento, che hanno caratterizzato le produzioni di Kesha agli esordi; vi sono poi ballad più lente ed intime, trattanti temi importanti come i brani che hanno contraddistinto il precedente lavoro Rainbow.

L’album è stato anticipato da diversi singoli, pubblicati tra ottobre e gennaio. Raising hell è stata la prima canzone del progetto che Kesha ha voluto condividere con i suoi fans. Si tratta di un pezzo dalle sonorità pop e rock con alcune influenze gospel, che vede il featuring con Big Freedia, rapper e cantante statunitense.

My own dance, secondo singolo rilasciato da Kesha, è una canzone dal sound pop e dance che vede la cantante fare riferimento al suo passato, come testimoniano i versi “Sei la ragazza festaiola, sei la tragedia” / Ma la cosa divertente è che sto mandando a fanculo tutto.

Il terzo brano pubblicato, Resentment, è una struggente ballad che vede la collaborazione di Brian Wilson, fondatore dei Beach Boys, Sturgill Simpson e Wrabel, cantanti statunitensi. Nel brano la protagonista esprime il risentimento provato nei confronti della persona amata, che l’ha ferita e distrutta: ella prova dolore ma anche rabbia e rancore nei suoi confronti.

Tonight è stato l’ultimo singolo rilasciato da Kesha prima dell’uscita dell’album. Si tratta di un brano pop molto allegro e spensierato che inneggia alla vita notturna; la cantante è convinta che quella che trascorrerà sarà la serata più bella e vuole solo divertirsi insieme alle sue amiche.

Con High Road, la title track dell’album, Kesha intraprende la strada maestra e unisce la musica pop al rap, cimentandosi in alcune rime.

Shadow è una ballad che parla di una relazione complicata, in cui la persona amata dalla protagonista cerca di oscurarla, nonostante lei si senta bene e sia felice.

Honey si riferisce ad un’amicizia infranta, e Kesha si rivolge sarcasticamente alla vecchia amica che ha tradito la sua fiducia chiamandola “dolcezza”. Il brano presenta delle influenze R&B e soul, terreni finora poco esplorati dalla cantautrice.

Con Potato Song (Cuz I Want To) la cantante esprime il suo desiderio di sfuggire dalla quotidianità e rifugiarsi in un’isola lontana.

L’artista ha inoltre deciso di dedicare una canzone all’amicizia, sentimento spesso trascurato all’interno delle canzoni: BFF, brano in collaborazione con Wrabel, parla dei momenti passati insieme alla propria migliore amica e l’importanza della sua presenza accanto a lei: Quando hai una migliore amica, puoi essere te stessa / Quando hai una migliore amica, non hai bisogno di niente altro.

Father Daughter Dance è una delle canzoni più struggenti ed intime dell’intero progetto: Kesha in questo brano racconta della relazione con il padre che non ha mai potuto coltivare, in quanto non l’ha mai conosciuto né ha mai avuto notizie sulla sua identità. Si tratta di una ballad lenta in cui la cantante riflette su come sarebbe stato crescere con il padre accanto e se ora sarebbe la stessa persona con la sua presenza nella sua vita. L’artista nel ritornello canta: Oh, vorrei che il mio cuore non si fosse spezzato dall’inizio / Non ho mai avuto una possibilità di combattere / In vita mia, dalla mia culla alla mia tomba / Non avrò mai una danza tra padre e figlia

Chasing thunder è una canzone dalle influenze pop-rock che parla della cantante stessa e della sua indole avventurosa, che vuole sempre inseguire il tuono.

All’interno del disco troviamo inoltre numerose canzoni che trattano il tema dell’amore: Cowboy Blues ammicca al blues, Little Bit Of Love presenta forti influenze pop, Birthday Suit ricorda le prime produzioni di Kesha, Kinky vede un featuring con la vecchia versione di Kesha Rose Sebert, ovvero Ke$ha e Summer è una ballad che parla di un amore estivo.

Kesha sembra aver ritrovato l’equilibrio grazie a questa sua ultima fatica discografica, contenente al suo interno brani molto variegati tra loro che racchiudono le due versioni di Kesha Rose Sebert che abbiamo conosciuto finora: la Ke$ha del debutto, con brani spensierati dalle sonorità dance e la Kesha matura e consapevole di chi è, che esplora nuovi generi musicali e riflette su tematiche delicate, tramutando i suoi sentimenti in musica. In musica di qualità.

Di seguito trovate il link per ascoltare l’album High road su Spotify:

Avete già ascoltato l’ultima fatica discografica di Kesha? Cosa ne pensate?

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